Conclusione del progetto COSTA|Med

Il 28 febbraio si è concluso il progetto COSTA|Med – Catching Opportunities for Strategic Transformation and Adaptation of Mediterranean Coasts, finanziato nell’ambito del PRIN 2022 – Missione 4 del PNRR.

Nel corso delle attività, il progetto ha sviluppato un articolato programma di ricerca dedicato alla trasformazione strategica e all’adattamento climatico dei territori costieri del Mediterraneo, con particolare riferimento al contesto italiano. Attraverso un approccio multidisciplinare e multiscalare, sono stati integrati strumenti avanzati di analisi territoriale, modellazione GIS, rilievo tridimensionale e valutazione della vulnerabilità ambientale, con l’obiettivo di supportare i processi decisionali in materia di pianificazione sostenibile e gestione dei rischi costieri. In questa prospettiva, il progetto ha anche messo in luce il ruolo delle infrastrutture come dispositivi territoriali e del paesaggio costiero come struttura attiva di mediazione tra processi ambientali e trasformazioni urbane.

Le attività hanno coinvolto unità di ricerca coordinate dall’Università Roma Tre e dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti–Pescara, operando su due contesti pilota – il sistema costiero pontino nel Lazio e quello medio-adriatico in Abruzzo – al fine di sviluppare metodologie comparabili e trasferibili in diversi scenari mediterranei.

Tra i principali risultati raggiunti si evidenziano:

  • la costruzione di un quadro conoscitivo integrato sui processi di vulnerabilità costiera, intesi come esito di interazioni tra sistemi naturali e infrastrutturali;
  • il processo di rilievo territoriale delle terre emerse e delle terre sommerse tramite metodologie di acquisizione dati integrate (singlebeam, multibeam, aerofotogrammetria);
  • lo sviluppo di infrastrutture digitali avanzate (GIS, WebGIS, modelli 3D e applicazioni AR), capaci di restituire una lettura dinamica e stratificata dei territori;
  • la schedatura e l’analisi comparativa di progetti e strategie di adattamento in città costiere a livello internazionale, come base di riferimento per il trasferimento di buone pratiche;
  • l’elaborazione di scenari climatici e strumenti di supporto alla pianificazione, orientati a una visione adattiva e processuale;
  • la definizione di linee strategiche per l’adattamento delle città costiere, con attenzione al ruolo dello spazio aperto e dei sistemi ecologici;
  • un’intensa attività di disseminazione scientifica e pubblica, supportata anche dalla piattaforma web e dai canali social del progetto.

COSTA|Med ha contribuito a ridefinire il concetto di resilienza costiera come processo dinamico e trasformativo, in cui conoscenza scientifica, rilievo, governance e progetto di paesaggio agiscono in modo integrato. In questo senso, la costa emerge non solo come area vulnerabile, ma come campo progettuale capace di attivare nuove relazioni tra ambiente, infrastrutture e comunità. I risultati ottenuti costituiscono pertanto una base metodologica e operativa per future politiche di adattamento climatico e per la gestione sostenibile dei territori costieri mediterranei.

Pur giungendo alla sua conclusione formale, il progetto lascia in eredità un patrimonio di conoscenze, strumenti e relazioni scientifiche che continueranno a supportare ricerca, pianificazione e innovazione nel campo della resilienza costiera.

Per ulteriori approfondimenti e per consultare i risultati del progetto, è possibile visitare le varie sezioni del sito ufficiale.

Il gruppo di ricerca COSTA|Med

On 28 February, the COSTA|Med project – Catching Opportunities for Strategic Transformation and Adaptation of Mediterranean Coasts – came to an end. The project was funded under the PRIN 2022 programme, within Mission 4 of the Italian National Recovery and Resilience Plan (PNRR).

Throughout its activities, the project developed a comprehensive research programme focused on the strategic transformation and climate adaptation of Mediterranean coastal territories, with particular reference to the Italian context. Through a multidisciplinary and multi-scalar approach, advanced tools for territorial analysis, GIS modelling, three-dimensional surveying, and environmental vulnerability assessment were integrated, with the aim of supporting decision-making processes in sustainable planning and coastal risk management. Within this framework, the project also highlighted the role of infrastructures as territorial devices and the coastal landscape as an active structure mediating between environmental processes and urban transformations.

The activities involved research units coordinated by Roma Tre University and G. d’Annunzio University of Chieti–Pescara, operating in two pilot contexts—the Pontine coastal system in Lazio and the central Adriatic system in Abruzzo—with the aim of developing methodologies that are comparable and transferable across different Mediterranean scenarios.

Among the main outcomes achieved, the following can be highlighted:

  • the development of an integrated knowledge framework on coastal vulnerability processes, understood as the result of interactions between natural and infrastructural systems;
  • the implementation of territorial survey processes for both emerged and submerged areas through integrated data acquisition methodologies (singlebeam, multibeam, aerophotogrammetry);
  • the development of advanced digital infrastructures (GIS, WebGIS, 3D models, and AR applications) capable of providing a dynamic and stratified interpretation of territories;
  • the cataloguing and comparative analysis of adaptation projects and strategies in coastal cities at the international level, serving as a reference base for the transfer of best practices;
  • the elaboration of climate scenarios and planning support tools oriented toward an adaptive and process-based vision;
  • the definition of strategic guidelines for the adaptation of coastal cities, with particular attention to the role of open spaces and ecological systems;
  • an extensive programme of scientific and public dissemination, also supported by the project’s web platform and social media channels.

COSTA|Med has contributed to redefining the concept of coastal resilience as a dynamic and transformative process, in which scientific knowledge, surveying practices, governance, and landscape design operate in an integrated manner. In this sense, the coast emerges not only as a vulnerable area, but also as a design field capable of activating new relationships between environment, infrastructure, and communities. The results achieved thus constitute a methodological and operational foundation for future climate adaptation policies and for the sustainable management of Mediterranean coastal territories.

Although the project has formally concluded, it leaves a legacy of knowledge, tools, and scientific relationships that will continue to support research, planning, and innovation in the field of coastal resilience.

For further information and to consult the project results, the various sections of the official website can be visited.

The COSTA|Med Research Group

Fig. 1 – L’area pilota 1 dell’Unità di Ricerca di Roma Tre è collocata presso il lago di Sabaudia su un tratto di 2,5 Km a nord di Torre Paola. [fonte: Google Maps]. Pilot Area 1 of the Roma Tre Research Unit is located at Lake Sabaudia, along a 2.5 km stretch north of Torre Paola [source: Google Maps].

Fig. 2 – Modello 3D completo dell’area pilota, in Autodesk Recap Pro (i dati batimetrici sono visualizzati senza RGB, cioè sono neri) [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Complete 3D model of the pilot area in Autodesk ReCap Pro (bathymetric data are displayed without RGB, i.e., in black) [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 3 – Modello 3D completo dell’area pilota visualizzato con la funzione ‘elevazione’, in Autodesk Recap Pro [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Complete 3D model of the pilot area visualized using the ‘elevation’ function in Autodesk ReCap Pro [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 4 – Modello 3D dell’area presso il canale di Nerone e Torre Paola; si notano le parti sommerse e la continuità del dato topografico dalla spiaggia all’inizio del fondale, in Autodesk Recap Pro [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. 3D model of the area near the Canale di Nerone and Torre Paola; submerged portions and the continuity of topographic data from the beach to the initial seabed are visible, in Autodesk ReCap Pro [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 5 – Modello realizzato con tecniche low cost in RealityCapture [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Model produced using low-cost techniques in RealityCapture [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 6a – Modello 3D della duna compromessa dal passaggio dell’uomo nella visualizzazione RGB che mostra le masse vegetali e le tracce del camminamento [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. 3D model of the dune degraded by human trampling, shown in RGB visualization highlighting vegetation masses and footpath traces [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 6b – Modello 3D della duna compromessa dal passaggio dell’uomo nella visualizzazione ‘elevazione’ che mostra la variazione altimetrica, in Autodesk Recap Pro [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. 3D model of the dune degraded by human trampling, shown in ‘elevation’ visualization highlighting altimetric variation, in Autodesk ReCap Pro [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 7 – Barre longitudinali e continuità tra porzione emersa e sommersa, in Autodesk Recap Pro [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Longitudinal bars and continuity between emerged and submerged portions, in Autodesk ReCap Pro [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 8 – Particolare della sezione FF’ [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre in Autodesk AutoCAD, Adobe Photoshop]. Detail of section FF’ [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit in Autodesk AutoCAD and Adobe Photoshop].

Fig. 9 – Point cloud in ESRI ArcGIS Pro visualizzata tramite differenti algoritmi di simbologia per valutare aspetti specifici: il layer blend difference, layer blend pin light, colour palette, Simbolize your layer using a contour [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Point cloud in ESRI ArcGIS Pro visualized through different symbology algorithms to assess specific aspects: layer blend difference, layer blend pin light, colour palette, and contour-based layer symbolization [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 10 – Point cloud in ESRI ArcGIS Pro: a) con dato RGB; b) con funzione elavazione; c) classificazione del terreno; d) classificazione degli edifici; e) classificazione della vegetazione; f) classificazione di terreno, edifici, vegetazione [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Point cloud in ESRI ArcGIS Pro: (a) RGB data; (b) elevation function; (c) ground classification; (d) building classification; (e) vegetation classification; (f) combined classification of ground, buildings, and vegetation [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 11 – Carta della pericolosità idraulica. La valutazione della pericolosità idraulica si basa su dati ufficiali derivanti dal Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), redatto dall’Autorità di Bacino Regionale del Lazio. Tale base informativa consente l’individuazione e la classificazione delle aree esposte a differenti livelli di rischio idraulico all’interno dell’area pilota [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Hydraulic Hazard Map. The assessment of hydraulic hazard is based on official data from the Hydrogeological Asset Plan (PAI) prepared by the Regional Basin Authority of Lazio. This dataset supports the identification and classification of areas exposed to different levels of hydraulic risk within the pilot area [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 12 – Carta della vulnerabilità climatica. Questa rappresentazione fornisce una sintesi chiara e organica delle condizioni di rischio attuali e potenziali lungo l’area costiera. Essa costituisce una base conoscitiva per lo sviluppo di strategie di adattamento (WP6) e per la definizione delle priorità di intervento nella protezione costiera e nella gestione del rischio climatico [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Roma Tre]. Climate Vulnerability Map. This representation provides a clear and synthetic overview of current and potential risk conditions along the coastal area. It serves as a knowledge base for the development of adaptation strategies (WP6) and for the assessment of intervention priorities in coastal protection and climate risk management [source: graphical processing by the Roma Tre Research Unit].

Fig. 13 – Struttura dell’agenda progettuale, dall’analisi dei rischi e patrimoni contestuali alla definizione di scenari, indirizzi e azioni progettuali [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Operational structure of the design-driven Agenda, from contextual risk and heritage analysis to scenarios, directions, and design actions [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 14 – Tasselli-tipo costieri ricorrenti lungo l’interfaccia terra-mare, identificati come unità di riferimento a supporto della trasferibilità dell’agenda progettuale [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Recurrent coastal typological units along the land-sea interface, identified as reference units to support the transferability of the design agenda [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 15 – Individuazione delle aree di studio lungo il tratto medio-adriatico abruzzese [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Identification of study areas along the central Adriatic coast of Abruzzo [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 16 – Struttura dell’Atlante del medio-adriatico [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Structure of the Central Adriatic Atlas [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 17 – Rappresentazione delle condizioni di vulnerabilità – tratto costiero Pineto-Silvi (C1) [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Representation of vulnerability conditions –coastal stretch Pineto-Silvi (C1) [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 18 – Rappresentazione delle risorse patrimoniali – tratto costiero Pineto-Silvi (C1) [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Representation of heritage resources –coastal stretch Pineto-Silvi (C1) [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 19 – Rappresentazione delle condizioni di vulnerabilità e rischi idro-climatici – Costa dei Trabocchi (C2) [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Representation of vulnerability conditions and hydro-climatic risks –Costa dei Trabocchi (C2) [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].

Fig. 20 – Rappresentazione delle risorse patrimoniali – Costa dei Trabocchi (C2) [fonte: elaborazione grafica dell’UdR Uni-CHarch]. Representation of heritage resources Costa dei Trabocchi (C2) [source: graphical processing by the Uni-CHarch Research Unit].